Quantificazione assegno divorzio – parametri  – valutazione anche in rapporto alla durata del matrimonio.

Una volta verificato il diritto dell’ex coniuge all’assegno divorzile per la quantificazione dello stesso ci si deve rifare ai parametri indicati dalla legge e cioè: condizioni dei coniugi, ragioni della decisione, contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare ed alla formazione del patrimonio di ciascuno o di quello comune, reddito di entrambi – e valutare «tutti i suddetti elementi anche in rapporto alla durata del matrimonio»  (Tribunale  di Vicenza, sentenza nr  3293/2017 pubblicata il 6.12.2017)

 

.

 

Eccezione di assegnazione giudiziale della casa  in sede di separazione coniugale –  onere di eccezione in capo alla parte – esclusione

L’ eccezione di assegnazione giudiziale della casa in sede di separazione coniugale non rientra né tra i casi per i quali la legge prevede espressamente l’onere di eccezione in capo alla parte né tra i casi in cui l’elemento costitutivo dell’eccezione è rappresentato dalla manifestazione di volontà di esercitare un diritto potestativo; l’efficacia impeditiva del diritto dell’attore al rilascio  deriva direttamente dal provvedimento giudiziale di assegnazione dell’abitazione coniugale e non dalla manifestazione di volontà dell’assegnatario dell’immobile di volersi avvalere degli effetti di tale provvedimento giudiziale. (Cassazione civile
ordinanza 27 giugno – 31 ottobre 2017, n. 25835)

 

Affidamento  figli  minori – giudizio  prognostico relativo alla capacità dei genitori di crescere ed educare il figlio  – formulazione –  criteri

In tema di affidamento dei figli minori, il giudizio prognostico che il giudice, nell’esclusivo interesse morale e materiale della prole, deve operare circa le capacita’ dei genitori di crescere ed educare il figlio nella nuova situazione determinata dalla disgregazione dell’unione, va formulato tenendo conto, in base a elementi concreti, del modo in cui i genitori hanno precedentemente svolto i propri compiti, delle rispettive capacita’ di relazione affettiva, attenzione, comprensione, educazione e disponibilita’ a un assiduo rapporto, nonche’ della personalita’ del genitore, delle sue consuetudini di vita e dell’ambiente sociale e familiare che e’ in grado di offrire al minore, fermo restando, in ogni caso, il rispetto del principio della bigenitorialita’, da intendersi quale presenza comune dei genitori nella vita del figlio, idonea a garantirgli una stabile consuetudine di vita e salde relazioni affettive con entrambi, i quali hanno il dovere di cooperare nella sua assistenza, educazione ed istruzione  (Cassazione civile, ordinanza 28 settembre 2017, n. 22744)

Diritto all’ascolto del minore – Convenzione di Strasburgo del 25 gennaio 1996 – adempimento obbligatorio –  principio fondamentale e tendenzialmente inderogabile – sussistenza 

Il diritto all’ascolto del minore costituisce un adempimento obbligatorio per il giudice, in virtù degli artt. 3 e 6 della Convenzione di Strasburgo del 25 gennaio 1996, nonchè un principio fondamentale e tendenzialmente inderogabile.  (Suprema Corte di Cassazione, sentenza 27 luglio 2017, n. 18649)

tutela degli interessi morali e materiali della prole – provvedimenti necessari – adottabilità d’ufficio – possibilità – sussiste

I provvedimenti necessari alla tutela degli interessi morali e materiali della prole, come sono quelli relativi all’attribuzione e alla determinazione dell’assegno di mantenimento a carico del genitore non affidatario, possono essere adottati d’ufficio, essendo rivolti a soddisfare esigenze e finalita’ pubblicistiche sottratte all’iniziativa ed alla disponibilita’ delle parti (Cassazione civile, ordinanza 14 giugno 2017, n. 14830)

Convivenza stabile – solidarietà  che caratterizza  i rapporti tra coniugi dopo il divorzio –  cessazione.  Riconoscimento  assegno divorzio – esclusione

Con l’instaurazione di una convivenza stabile,  caratterizzata dalla relazione affettiva fra i conviventi cessa l’obbligazione di cui all’articolo 5, della L. n. 898 del 1970, per effetto della cessazione della solidarieta’ che caratterizza i rapporti fra gli ex coniugi dopo il divorzio che fa venir meno i presupposti per il riconoscimento dell’assegno divorzile. (Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza 22 maggio 2017, n. 12879)

 

Convivenza more uxorio – casa di abitazione – potere di fatto – detenzione qualificata – Restituzione beni acquistati dall’ex – obbligo – sussistenza – beni di stretta necessità dei figli – esclusione

La convivenza more uxorio determina, sulla casa di abitazione ove si svolge e si attua il programma di vita in comune, un potere di fatto basato su di un interesse proprio del convivente, che assume i connotati tipici di una detenzione qualificata.

Il convivente more uxorio deve restituire all’ex i beni da lui acquistati, anche se la casa è stata gli è stata assegnata per viverci con i figli minori. Dalla restituzione vanno esclusi i beni di stretta necessità dei figli e individuarli spetta alle parti che possono risolvere l’eventuale conflitto sul punto davanti al giudice della famiglia. (Cassazione civile, sentenza n. 4685 del 23 Febbraio 2017),

Assegno di mantenimento – divorzio – indagini patrimoniali tramite polizia tributaria – regola generale sull’onere della prova – deroga

In tema di determinazione dell’assegno di mantenimento in sede di scioglimento degli effetti civili del matrimonio, l’esercizio del potere del giudice che, ai sensi della L. n. 898 del 1970, articolo 5, comma 9, puo’ disporre – d’ufficio o su istanza di parte – indagini patrimoniali avvalendosi della polizia tributaria, costituisce una deroga alle regole generali sull’onere della prova; l’esercizio di tale potere discrezionale non puo’ sopperire alla carenza probatoria della parte onerata, ma vale ad assumere, attraverso uno strumento a questa non consentito, informazioni integrative del “bagaglio istruttorio” gia’ fornito, incompleto o non completabile attraverso gli ordinari mezzi di prova; tale potere non puo’ essere attivato a fini meramente esplorativi, sicche’ la relativa istanza e la contestazione di parte dei fatti incidenti sulla posizione reddituale del coniuge tenuto al predetto mantenimento devono basarsi su fatti specifici e circostanziati. (Suprema Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza 20 febbraio 2017, n. 4292)

 

Assegno divorzile – parametro dell’adeguatezza dei mezzi rispetto al tenore di vita goduto durante la convivenza matrimoniale – operatività – formazione nuova famiglia – esclusione – condizioni

In tema di diritto alla corresponsione dell’assegno di divorzio in caso di cessazione degli effetti civili del matrimonio, il parametro dell’adeguatezza dei mezzi rispetto al tenore di vita goduto durante la convivenza matrimoniale da uno dei coniugi viene meno, con venir meno del diritto all’assegno divorzile, di fronte alla creazione, da parte di questi, di una famiglia, ancorché di fatto, costituita da uno stabile modello di vita in comune, con la nascita di figli ed il trasferimento del nuovo nucleo in una abitazione messa a disposizione dal convivente. (Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza 22 febbraio 2017, n. 4649)