Fallimento – giurisdizione tribunale fallimentare

La giurisdizione del tribunale fallimentare sull’accertamento dei crediti e sulla loro ammissione al passivo non puo’ estendersi a questioni sulla debenza dei tributi (o di sanzioni tributarie) previsti dal Decreto Legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, articolo 2, o a tributi in genere, a seguito della modifica introdotta dalla Legge 28 dicembre 2001, n. 448, articolo 12, comma 2, sulle quali e’ attribuita una giurisdizione esclusiva alle commissioni tributarie. (Cassazione civile, ordinanza nr 6248 del 18 Marzo 2014)

Perenzione dell’ipoteca

L’inefficacia dell’ipoteca per decorso del termine ventennale, ai sensi dell’articolo 2847 c.c., sopravvenuta nel corso del processo esecutivo iniziato dal creditore ipotecario nei confronti del debitore che sia anche proprietario del bene ipotecato, non comporta la nullita’ ne’ del precetto, ne’ del pignoramento, ma ha l’unico effetto di privare il creditore procedente della legittima causa di prelazione. (Cassazione civile, sent. nr 2610 del 5.02.2014)

Esecuzione forzata – vicende relative al titolo esecutivo del creditore procedente

Nel processo di esecuzione forzata, al quale partecipino piu’ creditori concorrenti, le vicende relative al titolo esecutivo del creditore procedente (sospensione, sopravvenuta inefficacia, caducazione, estinzione) non possono ostacolare la prosecuzione dell’esecuzione sull’impulso del creditore intervenuto il cui titolo abbia conservato la sua forza esecutiva. Tuttavia, occorre distinguere: a) se l’azione esecutiva si sia arrestata prima o dopo l’intervento, poiche’ nel primo caso, non esistendo un valido pignoramento al quale gli interventi possano ricollegarsi, il processo esecutivo e’ improseguibile; b) se il difetto del titolo posto a fondamento detrazione esecutiva del creditore procedente sia originario o sopravvenuto, posto che solo il primo impedisce che l’azione esecutiva prosegua anche da parte degli interventori titolati, mentre il secondo consente l’estensione in loro favore di tutti gli atti compiuti finche’ il titolo del creditore procedente ha conservato validità (Cassazione civile, Sezioni Unite Sent. Nr 61 del 7.01.2014)

Azione revocatoria: può essere proposta anche dal titolare di un credito contestato o litigioso.

L’azione revocatoria può essere proposta non solo da chi al momento dell’atto dispositivo era già titolare di un credito certo ed esigibile, ma anche dal titolare di un credito contestato o litigioso, e che in questo secondo caso, quand’anche l’accertamento definitivo del credito avvenga in sede giudiziale successivamente alla stipula dell’atto pregiudizievole per il creditore, quest’ultimo per ottenere l’accoglimento della propria domanda revocatoria deve provare unicamente la scientia fraudis del terzo, anche mediante presunzioni, e non anche il consilium fraudis (Tribunale di Vicenza, sent. N. 714 del 29.05.2013)