Donazione indiretta – elargizione liberalita’ – modalita’ attuative

La donazione indiretta consiste nell’elargizione di una liberalita’ che viene attuata, anziche’ con il negozio tipico descritto nell’art. 769 c.c., mediante un negozio oneroso che produce, in concomitanza con l’effetto diretto che gli e’ proprio ed in collegamento con altro negozio, l’arricchimento animo donandi del destinatario della liberalita’ medesima (Cassazione civile, sentenza nr 21449 del 21 Ottobre 2015)

Riscossione canoni di locazione di un bene ereditario. Accettazione tacita d’eredita’ ai sensi dell’art 476 c.c.. Sussiste

L’accettazione tacita di eredita’, che si ha quando il chiamato all’eredita’ compie un atto che presuppone la sua volonta’ di accettare e che non avrebbe diritto di compiere se non nella qualita’ di erede, puo’ essere desunta anche dal comportamento del chiamato, che abbia posto in essere una serie di atti incompatibili con la volonta’ di rinunciare o che siano concludenti e significativi della volonta’ di accettare. La riscossione dei canoni di locazione di un bene ereditario, quale atto dispositivo e non meramente conservativo, integra accettazione tacita dell’eredita’, ai sensi dell’articolo 476 c.c. ( Corte di Cassazione, sentenza n.11823 in data 8 Giugno 2015)

Comunione ereditaria – immobile non comodamente divisibile – vendita all’incanto – rimedio residuale

Ai sensi dell’articolo 720 c.c., in caso di comunione ereditaria avente ad oggetto un immobile non comodamente divisibile, se vi sono coeredi titolari di quote identiche e tutti chiedono l’assegnazione, il giudice ha il potere-dovere di scegliere tra i piu’ richiedenti valutando ogni ragione di opportunita’ e convenienza, dandone adeguata motivazione; se poi non sia ravvisabile alcun criterio oggettivo di preferenza (o nessuno dei condividenti voglia giovarsi della facolta’ di attribuzione dell’intero), soccorre il rimedio residuale della vendita all’incanto. (Corte di Cassazione, sentenza n. 10216 del 19 maggio 2015)

Donazione modale – causa del negozio- liberalita’ limitata attraverso il modus – conseguenze

L’aggiunta del modus non snatura l’essenza della donazione, non potendo assegnarsi ad esso la funzione di corrispettivo, con la sussunzione della donazione modale nella categoria dei contratti a titolo oneroso, ma comporta che la liberalita’, che resta sempre la causa del negozio, attraverso il modus, viene ad esserne limitata. Ne consegue che, nel concorrere alla successione dell’ascendente, i figli legittimi e naturali e i loro discendenti legittimi e naturali, essendo tenuti a conferire ai coeredi tutto cio’ che direttamente e indirettamente abbiano ricevuto dal defunto (articolo 737 c.c.), sono assoggettati all’obbligo della collazione anche nell’ipotesi di donazione modale, limitatamente alla differenza tra il valore dei beni donati e il valore dell’onere (Cassazione civile, sentenza n. 6925 del 7 aprile 2015)

Donazione indiretta. Collazione art.737 c.c.

Nell’ipotesi di acquisto di un immobile con denaro proprio del disponente ed intestazione ad altro soggetto, che il disponente medesimo intenda in tal modo beneficiare, con la sua adesione, la compravendita costituisce strumento formale per il trasferimento del bene ed il corrispondente arricchimento del patrimonio del destinatario, e, quindi, integra donazione indiretta del bene stesso, non del denaro, sicche’, in caso di collazione, secondo le previsioni dell’art. 737 cod. civ., il conferimento deve avere ad oggetto l’immobile, non il denaro impiegato per il suo acquisto. (Cass. Civ sent. Nr 11035 del 20 maggio 2014)

Annullamento testamento olografo

L’annullamento di un testamento per incapacita’ naturale del testatore postula l’esistenza non gia’ di una semplice anomalia o alterazione delle facolta’ psichiche ed intellettive del de cuius, bensi’ la prova che, a cagione di una infermita’ transitoria o permanente, ovvero di altra causa perturbatrice, il soggetto sia privo in modo assoluto, al momento della redazione dell’atto di ultima volonta’, della coscienza dei propri atti ovvero della capacita’ di autodeterminarsi, con il conseguente onere, a carico di chi quello stato di incapacita’ assume, di provare che il testamento fu redatto in un momento di incapacita’ di intendere e di volere spetta a colui che impugna il testamento dimostrare la dedotta incapacita’, salvo che il testatore non risulti affetto da incapacita’ totale e permanente, nel qual caso e’ compito di chi vuole avvalersi del testamento dimostrare che esso fu redatto in un momento di lucido intervallo. (Cass. Civ Sent. 5527 del 10 marzo 2014)

Successione ereditaria: captazione testamentaria

Perche’ la captazione possa configurarsi,non e’ sufficiente qualsiasi influenza di ordine psicologico esercitata sul testatore mediante blandizie, richieste, suggerimenti o sollecitazioni, ma che occorre la presenza di altri mezzi fraudolenti, i quali – avuto riguardo all’eta’, allo stato di salute, alle condizioni di spirito dello stesso – siano idonei a trarlo in inganno, suscitando in lui false rappresentazioni ed orientando la sua volonta’ in un senso in cui non si sarebbe spontaneamente indirizzata. (Cass. Civ. sent. 4.01.2014, n. 24489)

Reintegrazione della quota di legittima

Qualora il legittimario non possa aggredire la donazione di data piu’ recente effettuata a favore di un donatario non coerede per aver accettato l’eredita’ senza far ricorso al beneficio di inventario, egli non puo’ piu’ aggredire la donazione meno recente a favore del coerede, se non nei limiti in cui risulti dimostrata l’insufficienza della donazione piu’ recente a reintegrare la quota di riserva (Cass. Civ. Sent. N. 22632 del 3.10.2013)