Quantificazione assegno divorzio – parametri  – valutazione anche in rapporto alla durata del matrimonio.

Una volta verificato il diritto dell’ex coniuge all’assegno divorzile per la quantificazione dello stesso ci si deve rifare ai parametri indicati dalla legge e cioè: condizioni dei coniugi, ragioni della decisione, contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare ed alla formazione del patrimonio di ciascuno o di quello comune, reddito di entrambi – e valutare «tutti i suddetti elementi anche in rapporto alla durata del matrimonio»  (Tribunale  di Vicenza, sentenza nr  3293/2017 pubblicata il 6.12.2017)

 

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Contratto di mediazione – affare – conclusione –  costituzione  vincolo giuridico che abiliti ciascuna parte ad agire per esecuzione specifica del negozio o risarcimento del danno. Mediazione – uso di moduli o formulari non previamente depositati dal mediatore presso la camera di commercio – nullità  del contratto per difetto  di forma – non sussiste

Nel contratto di mediazione, l’affare – da intendersi nel senso di qualsiasi operazione economica generatrice di un rapporto obbligatorio – deve ritenersi concluso, per effetto della “messa in relazione” da parte del mediatore, quando si costituisca un vincolo giuridico che abiliti ciascuna delle parti ad agire per l’esecuzione specifica del negozio o per il risarcimento del danno

In tema di mediazione, l’uso di moduli o formulari non previamente depositati dal mediatore presso la camera di commercio, ai sensi della L. 3 febbraio 1989, n. 39, articolo 5, comma 4, non rende nullo il contratto per difetto  di forma  (Cassazione civile, ordinanza  14  settembre 2017 nr  21353)

Contratto preliminare di compravendita – parte adempiente – caparra confirmatoria –  esercizio stragiudiziale facolta’ di provocare la risoluzione del contratto mediante diffida ad adempiere –  esercizio  giudiziale diritto recesso – compatibilità  – sussiste

 

La parte adempiente di un contratto preliminare di compravendita, che abbia ricevuto una caparra confirmatoria e si sia avvalsa della facolta’ di provocare la risoluzione del contratto mediante diffida ad adempiere (articolo 1454 c.c.), puo’ agire in giudizio esercitando il diritto di recesso (articolo 1385 c.c., comma 2) e, in quest’ultimo caso, ha diritto di ritenere definitivamente la caparra confirmatoria, non anche il diritto di ottenere il risarcimento del danno cagionato dall’inadempimento che ha giustificato il recesso ( Cassazione civile, 3 novembre 2017, sentenza 26206)