legittimario pretermesso –  preventivo esperimento azione  di riduzione – domanda di nullità divisione –   fondatezza

La domanda di nullità, proposta dal legittimario pretermesso nel testamento (o, in sostituzione del medesimo, da un suo erede), della divisione del patrimonio ereditario disposta direttamente dal testatore qualora Io stesso legittimario (o un suo erede agente ‘iure successionis’), da considerarsi preterito per non essere stato compreso nella divisione, abbia positivamente esperito in via preventiva l’azione di riduzione’,  deve essere accolta (Cassazione Civile, Sentenza 22 marzo 2018, n.7178) .

Autenticita’ del testamento olografo – contestazione – domanda accertamento negativo provenienza scrittura – necessità  – sussiste

La parte che contesti l’autenticita’ del testamento olografo deve proporre in sede giudiziale domanda di accertamento negativo della provenienza della scrittura, gravando su di essa l’onere della relativa prova, secondo i principi generali dettati in tema di accertamento negativo. L’espletamento della Ctu, se richiesta, è sufficiente ad assolvere tale obbligo (Cassazione civile, ordinanza 15 gennaio 2018, n. 711)

divisione giudiziale – compendio immobiliare ereditario –  conseguimento  in natura  di parte  dei beni – deroga –  indivisibilità e non comoda divisibilità – sussiste

Nella divisione giudiziale di compendio immobiliare ereditario, l’articolo 718 c.c.,  per il quale ciascun coerede ha il diritto di conseguire in natura la parte dei beni a lui spettanti con le modalita’ stabilite nei successivi articoli 726 e 727 c.c., trova deroga, ai sensi dell’articolo 720 c.c., nel caso di “non divisibilita’” dei beni, come anche in ogni ipotesi in cui gli stessi non siano “comodamente” divisibili e, cioe’, allorche’, pur risultando il frazionamento materialmente possibile sotto l’aspetto strutturale, non siano tuttavia realizzabili porzioni suscettibili di formare oggetto di autonomo e libero godimento, non compromesso da servitu’, pesi o limitazioni eccessive, e non richiedenti opere complesse o di notevole costo, ovvero porzioni che, sotto l’aspetto economico-funzionale, risulterebbero sensibilmente deprezzate in proporzione al valore dell’intero. (Cassazione civile, Sentenza 14 dicembre 2017, n. 30073)

Divisione parziale – ammissibilità – sussiste. Concorso  della volontà di tutti i coeredi –  manifestazione  in forma scritta – necessità – sussiste 

 

La divisione parziale  – consentita dall’inciso “la divisione dell’eredità o alcuni beni di essa” figurante nel testo dell’art. 713, 3 co., cod. civ.  postula  il concorso della volontà manifestata per iscritto – nell’evenienza di cui al n. 11) dell’art. 1350 cod. civ.  – di tutti i coeredi in un unico contesto documentale, come accade solitamente, oppure  in contesti documentali separati e pur cronologicamente distinti, ma, in  questa seconda eventualità, a condizione che si accerti che i documenti sono tra loro inscindibilmente correlati, in modo tale  da evidenziare inequivocabilmente la formazione dell’accordo nella forma prescritta  (Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza 10 luglio 2017, n.17021)

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Azione di divisione – esercizio – esistenza di una comunione tra aventi diritto eredità – necessità – sussiste. Azione di reintegrazione di quota legittima o riduzione – esistenza comunione – imprescindibili – esclusione

L’azione di divisione e l’azione di reintegrazione di quota legittima o di riduzione presentano una netta differenza sostanziale, perche’ l’esercizio della prima ha come condizione imprescindibile l’esistenza di una comunione tra gli aventi diritto all’eredita’, comunione che non sussiste, invece, quando il de cuius abbia esaurito il suo patrimonio a favore di alcuni di costoro con esclusione degli altri, mediante atti di donazione o con disposizioni testamentarie. Percio’, il legittimario, che sostenga di essere stato leso nei suoi diritti, deve, in tal caso, domandare anzitutto la riduzione del testamento o delle donazioni, mentre, nell’eventualita’ che l’istanza sia accolta, puo’ poi essere presa in esame la domanda di divisione, che egli abbia anche proposto; domanda che, pur non essendo incompatibile con la prima, costituisce, tuttavia, un posterius rispetto a questa, dato che, soltanto nella menzionata eventualita’, viene a stabilirsi una comunione tra il legittimario ed i beneficiari delle predette attribuzioni patrimoniali relativamente a quei beni che, oggetto di tali attribuzioni, sono in tal modo ricondotti nel patrimonio ereditario.  (Corte di Cassazione, 
sentenza 10 aprile 2017, n. 9192)

 

testamento olografo – intervento del terzo – guida della mano del testatore – nullità – sussistenza

E’ piu’ rispondente alla “ratio” dell’articolo 602 c.c.  la soluzione che considera il testamento olografo nullo per difetto di olografia in tutte le ipotesi di intervento del terzo che guidi la mano del testatore. Questo comportamento è, in ogni caso, idoneo ad alterare la personalita’ e l’abitualita’ del gesto scrittorio, requisiti indispensabili perche’ possa parlarsi di autografia (Cassazione, ordinanza 6 marzo 2017, n. 5505).

Divisione – comunione – obbligo di pagamento somma di denaro a titolo di conguaglio – effetto – perequazione del valore delle rispettive quote.

La sentenza che, nel disporre la divisione della comunione, pone a carico di uno dei condividenti l’obbligo di pagamento di un somma di denaro a titolo di conguaglio, persegue il mero effetto di perequazione del valore delle rispettive quote, nell’ambito dell’attuazione del diritto potestativa delle parti allo scioglimento della comunione. Ne consegue che l’adempimento di tale obbligo non costituisce condizione di efficacia della sentenza di divisione e puo’ essere soltanto perseguito dagli altri condividenti con i normali mezzi di soddisfazione del credito, restando comunque ferma la statuizione di divisione dei beni. (Cassazione  civile, sentenza 23 gennaio 2017, n. 1656)

 

 

Immobile – collazione per imputazione – valore immobile momento apertura successione. Miglioramenti apportati – computo – rilevanza – sussiste – limiti.

L’articolo 747 del Cc stabilisce che la collazione per imputazione si fa avuto riguardo al valore dell’immobile al momento dell’apertura della successione. Ai fini del computo di detto valore, non sono irrilevanti, i miglioramenti che abbiano interessato l’immobile fino a quel momento. Ai sensi dell’articolo 748 del Cc va dedotto a favore del donatario il valore delle migliorie apportate al fondo nei limiti del loro valore al tempo dell’aperta successione. Nel caso di alienazione, l’articolo 749 del Cc dispone che i miglioramenti fatti dall’acquirente debbano essere computati nei termini indicati. (Corte di Cassazione, sezione II civile, sentenza 6 ottobre 2016, n. 20041)

Comoda divisibilita’ immobile ex art. 720 c.c. – aspetto strutturale: frazionamento bene attuabile mediante determinazione di quote concrete suscettibili di autonomo e libero godimento; aspetto economico – funzionale: non incidenza della divisione sull’originaria destinazione del bene ed esclusione di un sensibile deprezzamento del valore delle singole quote rapportate proporzionalmente al valore dell’intero.

Il concetto di comoda divisibilita’ di un immobile a cui fa riferimento l’articolo 720 c.c. postula, sotto l’aspetto strutturale, che il frazionamento del bene sia attuabile mediante determinazione di quote concrete suscettibili di autonomo e libero godimento che possano formarsi senza dover fronteggiare problemi tecnici eccessivamente costosi e, sotto l’aspetto economico – funzionale, che la divisione non incida sull’originaria destinazione del bene e non comporti un sensibile deprezzamento del valore delle singole quote rapportate proporzionalmente al valore dell’intero, tenuto conto della normale destinazione ed utilizzazione del bene stesso.(Cassazione civile sentenza 13 luglio 2016 n. 14343)

Non comoda divisibilita’ immobile – presupposti – irrealizzabilita’ del frazionamento dell’immobile ,o realizzabilita’ a pena di notevole deprezzamento, o ‘impossibilita’ di formare in concreto porzioni suscettibili di autonomo e libero godimento

In materia di divisione giudiziale, la non comoda divisibilita’ di un immobile, puo’ ritenersi legittimamente sussistente solo quando risulti rigorosamente accertata la ricorrenza dei suoi presupposti, costituiti dall’irrealizzabilita’ del frazionamento dell’immobile, o dalla sua realizzabilita’ a pena di notevole deprezzamento, o dall’impossibilita’ di formare in concreto porzioni suscettibili di autonomo e libero godimento, tenuto conto dell’usuale destinazione e della pregressa utilizzazione del bene stesso. (Cassazione civile sentenza 13 luglio 2016 n. 14343)