Nella separazione personale dei coniugi, il provvedimento di assegnazione della casa familiare determina una cessione “ex lege” del relativo contratto di locazione a favore del coniuge assegnatario

Nella separazione personale dei coniugi, il provvedimento di assegnazione della casa familiare determina una cessione “ex lege” del relativo contratto di locazione a favore del coniuge assegnatario e l’estinzione del rapporto in capo al coniuge che ne fosse originariamente conduttore, anche nell’ipotesi in cui entrambi i coniugi abbiano sottoscritto il contratto di locazione; pertanto, l’ignoranza, da parte del locatore, della successione “ex lege” non incide sul perfezionamento della cessione, ma assume rilevanza ai soli fini dell’opponibilità della stessa al locatore ceduto. (Cassazione civile, Sentenza 7 novembre 2019, n. 28615)

Nel giudizio di divorzio si può proporre la domanda di modifica delle condizioni della separazione.

È ammissibile nel corso del giudizio di divorzio la proposizione della domanda di modifica delle condizioni della separazione la cui debenza trova il proprio limite temporale nel passaggio in giudicato della sentenza di divorzio, la quale fa venir meno il vincolo matrimoniale che è il presupposto dei provvedimenti di mantenimento in regime separativo (Cassazione civile, Sentenza 23 ottobre 2019, n. 27205).

assegno divorzio – ex coniuge – funzione assistenziale, compensativa e perequativa – sussiste; assegno divorzio – accertamento inadeguatezza mezzi ex coniuge e impossibilità di procurarseli per ragioni oggettive – necessità – sussiste


Il riconoscimento dell’assegno di divorzio, in favore dell’ex coniuge, cui deve attribuirsi una funzione assistenziale, ed in pari misura compensativa e perequativa, ai sensi dell’art. 5, comma 6, della L. n. 898 del 1970, richiede l’accertamento dell’inadeguatezza dei mezzi dell’ex coniuge istante, e dell’impossibilità di procurarseli per ragioni oggettive (Cassazione civile, 18 ottobre 2019, n. 26594)

separazione personale- effetti separazione personale – riconciliazione – mancanza dichiarazione espressa – coabitazione- necessità – sussiste

In forza dell’art. 157 c.c., gli effetti della separazione personale, in mancanza di una dichiarazione espressa di riconciliazione, cessano soltanto col fatto della coabitazione, che non può, quindi, ritenersi ripristinata per ripetute occasioni di incontri e di frequentazioni tra i coniugi, ove le stesse non depongano per una reale e concreta ripresa delle relazioni materiali e spirituali costituenti manifestazione ed effetto della rinnovata società coniugale (Corte di Cassazione, Ordinanza 26 luglio 2019, n. 20323.)

domande affidamento e mantenimento figli – proposizione congiunta a domanda separazione – giurisdizione – giudice del luogo di residenza abituale del minore – sussiste

La giurisdizione sulle domande relative all’affidamento dei figli ed al loro mantenimento, ove pure proposte congiuntamente a quella di separazione, appartiene al giudice del luogo in cui il minore risiede abitualmente a norma dell’art.8 del Reg. CE n. 2201/2003. (Cassazione civile, Ordinanza 11 giugno 2019, n. 15728).

Interesse superiore minore – rispetto principio bigenitorialità – necessità – sussiste

Nell’interesse superiore del minore, va assicurato il rispetto del principio della bigenitorialita’, da intendersi quale presenza comune dei genitori nella vita del figlio, idonea a garantirgli una stabile consuetudine di vita e salde relazioni affettive con entrambi, nel dovere dei primi di cooperare nell’assistenza, educazione ed istruzione (Corte di Cassazione, Sentenza 8 aprile 2019, n. 9764)

audizione minori – procedure giudiziarie che li riguardino – adempimento necessario

L’audizione dei minori, gia’ prevista nell’articolo 12 Convenzione di New York sui diritti del fanciullo, e’ un adempimento necessario nelle procedure giudiziarie che li riguardino e in particolare in quelle relative al loro affidamento ai genitori, ai sensi dell’articolo 6 Convenzione di Strasburgo 25 gennaio 1996, ratificata con la L. n. 77 del 2003, nonche’ dell’articolo 315-bis c.c. (introdotto dalla L. n. 219 del 2012) e degli articoli 336-bis e 337-octies c.c. inseriti dal Decreto Legislativo n. 154 del 2013, che ha abrogato l’articolo 155-sexies c.c. (Cassazione civile, ordinanza 13 febbraio 2019, n. 4246)

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comunione legale – acquisto immobile dopo il matrimonio da parte di uno dei coniugi – partecipazione all’atto coniuge non acquirente – esclusione bene da comunione – condizione necessaria ma non sufficiente

Nel caso di acquisto di immobile effettuato dopo il matrimonio da uno dei coniugi in regime di comunione la partecipazione del coniuge non acquirente si pone come condizione necessaria ma non sufficiente per l’esclusione del bene dalla comunione. A tal fine occorre, non solo il concorde riconoscimento da parte dei coniugi della natura personale del bene ma anche l’effettiva sussistenza di una delle cause di esclusione dalla comunione tassativamente indicate dall’articolo 179 c.c., comma 1, lettera c), d) ed f) (Cassazione civile, Ordinanza 14 novembre 2018, n. 29342)