separazione personale- effetti separazione personale – riconciliazione – mancanza dichiarazione espressa – coabitazione- necessità – sussiste

In forza dell’art. 157 c.c., gli effetti della separazione personale, in mancanza di una dichiarazione espressa di riconciliazione, cessano soltanto col fatto della coabitazione, che non può, quindi, ritenersi ripristinata per ripetute occasioni di incontri e di frequentazioni tra i coniugi, ove le stesse non depongano per una reale e concreta ripresa delle relazioni materiali e spirituali costituenti manifestazione ed effetto della rinnovata società coniugale (Corte di Cassazione, Ordinanza 26 luglio 2019, n. 20323.)

domande affidamento e mantenimento figli – proposizione congiunta a domanda separazione – giurisdizione – giudice del luogo di residenza abituale del minore – sussiste

La giurisdizione sulle domande relative all’affidamento dei figli ed al loro mantenimento, ove pure proposte congiuntamente a quella di separazione, appartiene al giudice del luogo in cui il minore risiede abitualmente a norma dell’art.8 del Reg. CE n. 2201/2003. (Cassazione civile, Ordinanza 11 giugno 2019, n. 15728).

Interesse superiore minore – rispetto principio bigenitorialità – necessità – sussiste

Nell’interesse superiore del minore, va assicurato il rispetto del principio della bigenitorialita’, da intendersi quale presenza comune dei genitori nella vita del figlio, idonea a garantirgli una stabile consuetudine di vita e salde relazioni affettive con entrambi, nel dovere dei primi di cooperare nell’assistenza, educazione ed istruzione (Corte di Cassazione, Sentenza 8 aprile 2019, n. 9764)

audizione minori – procedure giudiziarie che li riguardino – adempimento necessario

L’audizione dei minori, gia’ prevista nell’articolo 12 Convenzione di New York sui diritti del fanciullo, e’ un adempimento necessario nelle procedure giudiziarie che li riguardino e in particolare in quelle relative al loro affidamento ai genitori, ai sensi dell’articolo 6 Convenzione di Strasburgo 25 gennaio 1996, ratificata con la L. n. 77 del 2003, nonche’ dell’articolo 315-bis c.c. (introdotto dalla L. n. 219 del 2012) e degli articoli 336-bis e 337-octies c.c. inseriti dal Decreto Legislativo n. 154 del 2013, che ha abrogato l’articolo 155-sexies c.c. (Cassazione civile, ordinanza 13 febbraio 2019, n. 4246)

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comunione legale – acquisto immobile dopo il matrimonio da parte di uno dei coniugi – partecipazione all’atto coniuge non acquirente – esclusione bene da comunione – condizione necessaria ma non sufficiente

Nel caso di acquisto di immobile effettuato dopo il matrimonio da uno dei coniugi in regime di comunione la partecipazione del coniuge non acquirente si pone come condizione necessaria ma non sufficiente per l’esclusione del bene dalla comunione. A tal fine occorre, non solo il concorde riconoscimento da parte dei coniugi della natura personale del bene ma anche l’effettiva sussistenza di una delle cause di esclusione dalla comunione tassativamente indicate dall’articolo 179 c.c., comma 1, lettera c), d) ed f) (Cassazione civile, Ordinanza 14 novembre 2018, n. 29342)

articolo 179 comma 2 c.c. – beni personali – beni acquistati con il prezzo del trasferimento dei beni personali sopraelencati o con il loro scambio – denaro contante nella disponibilità del coniuge acquirente di cui non è tracciabile la provenienza – esclusione

L’articolo 179, comma 2, lettera f) attribuisce la natura di beni personali ai “beni acquistati con il prezzo del trasferimento dei beni personali sopraelencati o col loro scambio”: il riferimento ai “beni sopraelencati”, cioe’ quelli specificati alle lettera a)-e), non consente di annoverare fra gli stessi il denaro contante, che si trovi nella disponibilita’ del coniuge acquirente, senza che dello stesso possa tracciarsene la provenienza, la quale deve essere, per legge, dipendente dalla vendita o permuta di uno dei beni di cui alle lettere da a) a e). (Cassazione Ordinanza 24 ottobre 2018, n. 26981)

assegnazione casa  coniugale –  finalità  esclusiva –  protezione prole.  

L’assegnazione della casa coniugale non rappresenta una componente delle obbligazioni patrimoniali conseguenti alla separazione o al divorzio o un modo per realizzare il mantenimento del coniuge piu’ debole ed e’ espressamente condizionata soltanto all’interesse dei figli. E’ uno strumento di protezione della prole e non puo’ conseguire altre e diverse finalita’ ( Corte di Cassazione, Ordinanza 12 ottobre 2018, n. 25604)

Coniuge –  intollerabilita’ della convivenza per  violazione doveri matrimoniali  – valutazione responsabilita’  –   istituzionalmente riservata al giudice di merito. Presenza di motivazione congrua e logica – censura in sede di legittimita’- esclusione

La valutazione della responsabilita’ di un coniuge nel determinarsi della intollerabilita’ della convivenza  per  violazione dei doveri matrimoniali e’ istituzionalmente riservata al giudice di merito e non puo’ essere censurata in sede di legittimita’ in presenza di motivazione congrua e logica

Nella separazione tra coniugi, l’inosservanza dell’obbligo di fedelta’ coniugale rappresenta una violazione particolarmente grave, la quale, determinando normalmente l’intollerabilita’ della prosecuzione della convivenza, costituisce, di regola, circostanza sufficiente a giustificare l’addebito della separazione al coniuge responsabile.  (Cassazione civile, ordinanza, 3 settembre 2018, n. 21576)

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