Decreto ingiuntivo non opposto – sentenza condanna  passata in giudicato – assimilabili – sussiste

Il decreto ingiuntivo non opposto e’ assimilabile ad una sentenza di condanna passata in giudicato. Il giudicato sostanziale conseguente alla mancata opposizione di un decreto ingiuntivo copre non soltanto l’esistenza del credito azionato, del rapporto di cui esso e’ oggetto e del titolo su cui il credito ed il rapporto stessi si fondano, ma anche l’inesistenza di fatti impeditivi, estintivi e modificativi del rapporto e del credito precedenti al ricorso per ingiunzione e non dedotti con l’opposizione  (Corte di Cassazione, Ordinanza 18 luglio 2018, n. 19113).

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azione revocatoria ordinaria – atto di disposizione successivo al sorgere del credito -conoscenza che il debitore ha  del pregiudizio delle ragioni creditorie-  condizione per il suo esercizio –  sussiste

In tema di azione revocatoria ordinaria, quando l’atto di disposizione sia successivo al sorgere del credito, unica condizione per il suo esercizio e’ la conoscenza che il debitore abbia del pregiudizio delle ragioni creditorie, nonche’, per gli atti a titolo oneroso, l’esistenza di analoga consapevolezza in capo al terzo, la cui posizione, sotto il profilo soggettivo, va accomunata a quella del debitore, e puo’ essere comprovata tramite presunzioni, il cui apprezzamento e’ devoluto al giudice di merito ed e’ incensurabile in sede di legittimita’ ove  sia congruamente motivato (Corte di Cassazione, Ordinanza 1 giugno 2018, n. 14081.)

concordato preventivo –  trattamento preferenziale (c. d. prededuzione)- i crediti  attinenti  alla prosecuzione dei contratti pendenti  e crediti instauratisi successivamente come nuovi rapporti –  conformita’ al piano industriale oggetto dell’approvazione da parte dei creditori e dell’omologazione da parte del Tribunale  – necessità – sussiste

In materia  di  concordato preventivo, godono del trattamento preferenziale (c. d. prededuzione) i crediti che attengono sia alla prosecuzione dei contratti pendenti, per il periodo successivo all’ammissione, sia quelli instauratisi successivamente come nuovi rapporti, purche’ in conformita’ del piano industriale oggetto dell’approvazione da parte dei creditori e dell’omologazione da parte del Tribunale, in modo che cosi’ si realizzi quella piena coerenza tra le obbligazioni assunte dall’impresa in concordato ed il piano approvato (Corte di Cassazione Ordinanza 16 maggio 2018, n. 12044)

Insinuazione al passivo -istanza  – atto introduttivo giudizio – equiparazione – sussiste.   Prescrizione – interruzione –  condebitore solidale – sussiste

La presentazione dell’istanza di insinuazione al passivo fallimentare, equiparabile all’atto con cui si inizia un giudizio, determina, ai sensi dell’articolo 2945 c.c., comma 2, l’interruzione della prescrizione del credito, con effetti permanenti fino alla chiusura della procedura concorsuale, anche nei confronti del condebitore solidale del fallito, ai sensi dell’articolo 1310 c.c., comma 1.   (Corte di Cassazione,  ordinanza 19 aprile 2018, n. 9638)

Opposizione a decreto ingiuntivo – giudizio di cognizione – accertamento fondatezza pretesa fatta valere

Nel giudizio di cognizione instauratosi a seguito dell’opposizione a decreto ingiuntivo il giudice non deve stabilire se l’ingiunzione fu emessa legittimamente in relazione alle condizioni previste dalla legge per l’emanazione del provvedimento monitorio, ma accertare il fondamento della pretesa fatta valere con il ricorso per ingiunzione e, se il credito risulta fondato, deve accogliere la domanda indipendentemente dalla circostanza della regolarita’, sufficienza e validita’ degli elementi probatori alla stregua dei quali l’ingiunzione fu emessa, rimanendo irrilevanti, ai fini di tale accertamento, eventuali vizi della procedura monitoria che non importino l’insussistenza del diritto fatto valere con tale procedura. (Cassazione civile, ordinanza n.6404 del  15 marzo 2018,)

irregolare notificazione decreto ingiuntivo – termine per proporre opposizione tardiva ai sensi dell’art. 650 – quaranta giorni da conoscenza dell’atto da opporre

In caso di irregolare notificazione del decreto ingiuntivo, il termine per proporre opposizione tardiva ai sensi dell’art. 650 cod. proc. civ. è di quaranta giorni dalla conoscenza dell’ingiunto, comunque avuta, dell’atto da opporre. Tale termine, previsto dall’art. 641 cod. proc. civ., deve essere interamente assicurato, senza alcuna possibilità per il giudice di merito di valutare la ‘congruità’ o comunque la ‘sufficienza’ del tempo residuo intercorrente fra la conoscenza effettiva e la scadenza termine per proporre opposizione tempestiva’ (Cassazione civile, ordinanza 2 febbraio 2018, n.2608)

decreto ingiuntivo  –  condanna al pagamento di una somma di denaro – mancata  opposizione – efficacia  di giudicato sia in relazione al credito  azionato sia al titolo posto a fondamento dello stesso – sussiste

 

Il decreto ingiuntivo di condanna al pagamento di una somma di denaro ove non sia proposta opposizione, acquista efficacia di giudicato non solo in ordine al credito azionato, ma anche in relazione al titolo posto a fondamento dello stesso, precludendo in tal modo ogni ulteriore esame delle ragioni addotte a giustificazione della relativa domanda (Cassazione civile, sentenza 28 novembre 2017, n. 28318)

opponibilità ai terzi – avvenuta costituzione fondo patrimoniale – annotazione atto costitutivo in calce all’atto di matrimonio – condizione sostanziale. Atto di matrimonio recante l’annotazione – esibizione in giudizio –   adempimento onere prova –  necessità – sussiste

Condizione sostanziale di opponibilità ai terzi dell’avvenuta costituzione del fondo patrimoniale è l’annotazione dell’atto costitutivo in calce all’atto di matrimonio.  L’esibizione in giudizio dell’atto di matrimonio recante l’annotazione, non è condizione sostanziale di opponibilità dell’atto ai terzi richiesta dall’art. 162 cod. civ., ma costituisce necessario adempimento dell’onere processuale della prova in giudizio.(Corte di Cassazione,  12 ottobre 2017, n. 23955)

Domanda di fallimento – azione a contenuto meramente processuale – accertamento del credito incidentale. Creditore ex articolo 6 L.F. – credito idoneo in prospettiva a giustificare azione esecutiva.

La domanda di fallimento rappresenta un’azione a contenuto meramente processuale, rispetto alla quale l’accertamento del credito si pone come incidentale ai fini della legittimazione al ricorso.  Ai fini della individuazione del soggetto legittimato ai sensi dell’art. 6 l.f.,, «creditore» è chiunque vanti un credito nei confronti dell’imprenditore, non necessariamente certo, liquido, esigibile, ma anche non ancora scaduto o condizionale, non ancora munito di titolo esecutivo, sia pure idoneo, in prospettiva, a giustificare un’azione esecutiva e che deve essere oggetto di mera delibazione incidentale del giudice fallimentare. (Corte D’Appello di L’Aquila, sentenza n. 1769/2017  pubblicata il 2/10/2017)

Titolo cambiario invalido – valenza  come chirografo contenente  promessa unilaterale di pagamento – sussiste 

Il titolo cambiario invalido, o comunque privo dell’efficacia sua propria, puo’ essere fatto valere come chirografo contenente una promessa unilaterale di pagamento, non solo dal prenditore contro l’emittente ma anche dal giratario contro il proprio girante, e, nei rapporti interni tra questi ultimi, anche quando il beneficiario non sia stato indicato nel titolo (Corte di Cassazione, ordinanza 19 luglio 2017, n. 17850)

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