Spese medico/scolastiche straordinarie poste “pro quota” a carico di entrambi i coniugi in sede giudiziale certe nel loro ordinario e prevedibile ripetersi.

In tema di contributo al mantenimento dei figli, le spese scolastiche e mediche straordinarie poste “pro quota” a carico di entrambi i coniugi, in sede giudiziale, pur non essendo ricomprese nell’assegno periodico forfettariamente determinato, ne condividono la natura, qualora si presentino sostanzialmente certe nel loro ordinario e prevedibile ripetersi, integrando, quali componenti variabili, l’assegno complessivamente dovuto. Di conseguenza il genitore che abbia anticipato queste spese può agire in via esecutiva, per ottenere il rimborso della quota gravante sull’altro, in virtù del titolo sopra menzionato senza doversi munire di uno ulteriore, richiesto solo per quelle spese straordinarie che per rilevanza, imprevedibilità ed imponderabilità esulano dall’ordinario regime di vita della prole. (Cassazione civile, ordinanza 15 Febbraio 2021 n. 3835)

Per l’esistenza del rapporto di mediazione è sufficiente che la parte abbia accettato l’attività del mediatore avvantaggiandosene.

Per l’esistenza del rapporto di mediazione è sufficiente che la parte abbia accettato l’attività del mediatore avvantaggiandosene, dal momento che il rapporto di mediazione non postula un preventivo accordo delle parti sulla persona del mediatore e si configura anche a fronte della materiale attività intermediatrice in concreto posta in essere, che i contraenti accettano (anche soltanto tacitamente) nel momento in cui ne utilizzano i risultati ai fini della stipula del contratto; qualora poi il rapporto di mediazione sia sorto per incarico di una delle parti e l’altra via abbia prestato acquiescenza, quest’ultima è del pari vincolata verso il mediatore (Cassazione Civile – ordinanza 12 marzo 2021, n.7029)

Vendita di cose mobili da trasportare da un luogo ad un altro e dovere di esaminarle con tempestività

Nella vendita di cose mobili da trasportare da un luogo ad un altro, l’art. 1511 c.c., che fa decorrere il termine per la denuncia dei vizi dal ricevimento, sussiste un onere di diligenza a carico del compratore, consistente nel dovere di esaminare con tempestività la cosa, ponendosi così in grado di rilevarne i difetti eventuali, all’occorrenza anche con un’indagine a campione (Cassazione civile, Ordinanza 26 gennaio 2021 n. 1616).

Controversie soggette a mediazione obbligatoria introdotte con richiesta di decreto ingiuntivo

Nelle controversie soggette a mediazione obbligatoria ai sensi dell’art. 5, comma 1-bis, del d.lgs. n. 28/2010, i cui giudizi vengono introdotti con richiesta di decreto ingiuntivo, una volta instaurato il relativo giudizio di opposizione e decise le istanze di concessione o sospensione della provvisoria esecuzione del decreto, l’onere di promuovere la procedura di mediazione è a carico della parte opposta. Conseguentemente, nel caso in cui essa non si attivi, alla pronuncia di improcedibilità di cui al citato comma 1-bis conseguirà la revoca del decreto ingiuntivo. (Cassazione civile, Ordinanza 8 gennaio 2021, n. 159).

Il criterio cronologico di riduzione delle donazioni previsto dall’art. 559 c.c. non può operare quando si sia in presenza di più donazioni coeve.

Il criterio cronologico di riduzione delle donazioni previsto dall’art. 559 c.c. non può operare allorquando si sia in presenza non già di donazioni successive, ma di più donazioni coeve, per le quali non sia possibile stabilire quale di esse sia anteriore rispetto alle altre. In questo caso, qualora nessuno dei donatari sia in grado di reclamare una priorità del suo titolo, non resta che applicare la riduzione proporzionale stabilita dall’art. 558 c.c. per le disposizioni testamentarie.(Cassazione civile, Sentenza 30.12.2020 n. 29924)

Sull’onere del convenuto, nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, di prendere posizione, in modo chiaro ed analitico, sui fatti posti dall’attore in monitorio a fondamento della propria domanda.

Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, l’onere del convenuto di prendere posizione, in modo chiaro ed analitico, sui fatti posti dall’attore in monitorio a fondamento della propria domanda si può esplicare solo se l’attore ha, a propria volta, spiegato, nel ricorso per ingiunzione, una pretesa fondata su fatti esposti in modo chiaro ed analitico: fatti cioè che, ove non specificamente contestati, possano risultare idonei a far scattare il meccanismo della non contestazione ( Cassazione civile, Ordinanza 24 dicembre 2020 n. 29577)

Assegno divorzile e sperequazione tra i redditi dei coniugi

Nel giudizio sull’assegno divorzile il Giudice di merito, è tenuto a valutare condizioni, redditi ed età di entrambi i coniugi.
Nel caso in cui accerti la sperequazione tra i redditi degli stessi, il Giudice ha il compito di verificare se questa sia riconducibile a scelte di vita comune, in ragione delle quali le realistiche aspettative professionali e reddituali del coniuge più debole sono state sacrificate per la famiglia, “nell’accertato suo decisivo contributo alla conduzione familiare alla formazione del patrimonio di ognuno o di quello comune per la durata del matrimonio” . (Cassazione civile, sentenza 28 gennaio 2021, n. 1786.)

In materia di garanzia per i vizi della cosa venduta, ai sensi dell’articolo 1490 c.c., il compratore che esercita le azioni di risoluzione del contratto o di riduzione del prezzo ex articolo 1492 c.c., e’ gravato dall’onere di provare l’esistenza dei vizi

Costituisce principio consolidato e recentemente riaffermato dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione nella sentenza n. 11.748 del 2019 che in materia di garanzia per i vizi della cosa venduta, ai sensi dell’articolo 1490 c.c., il compratore che esercita le azioni di risoluzione del contratto o di riduzione del prezzo in applicazione dell’articolo 1492 c.c., e’ gravato dall’onere di offrire la prova dell’esistenza dei vizi( Cassazione Civile, Ordinanza 19 novembre 2020 n. 26350)

La dazio d’ipoteca è un negozio unilaterale.

La dazione di ipoteca a favore di un terzo è un negozio unilaterale e non un contratto sinallagmatico. Ad essa, pertanto, non si applica la disciplina prevista dall’art. 1461 c.c., il presupposto della quale è l’esistenza di un contratto a prestazioni corrispettive, vale a dire un contratto in cui ognuna delle parti assuma una obbligazione verso l’altra, e rispetto al quale ciascuna di tali obbligazioni sia, nello stesso tempo, causa ed effetto dell’altra.
(Cassazione Civile, Ordinanza 5 novembre 2020 n. 24698)